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Donne Russe

Premessa

Russi di provincia: In primo piano le ragazze russe di provincia (più genuine e meno smaliziate).
Russi di provincia
In primo piano le ragazze russe di provincia (più genuine e meno smaliziate).

(Racconto di Fabio Dorigo - Settembre 2007)

La prima volta che arrivai in Russia era l'estate del 1995. Raggiunsi San Pietroburgo in autobus da Helsinki. Mi sentii improvvisamente in un altro mondo, dove ogni cosa, dalle facce della gente alla forma delle case, dagli afrori di muffa della metropolitana all'idioma affascinante ma, allora, ancora sconosciuto, mi catapultava in una dimensione remota ed indecifrabile.
Ma, più di tutto, mi colpì vedere per strada donne fare i manovali, oppure lavorare come muratori, arrampicate su precarie impalcature, o stendere il catrame sull'asfalto rovente. Quelle stesse donne che poi vedevi di sera, o nelle giornate di festa, camminare su Nevskij Prospekt, fiere e sensuali sui loro tacchi a spillo. Fin da allora mi resi conto che se si dovesse, in qualche modo, spiegare o rappresentare la società russa, certo il ruolo principale spetterebbe a loro: alle donne.
Più volte mi è capitato di conoscere ragazze che vivevano insieme a giovani madri e nonne: piccoli nuclei familiari tutti al femminile, dove la figura maschile appariva assolutamente latente o marginale.
Ed è su questa molteplicità di ruoli, in questo dover essere sempre bella, elegante, sensuale ma, al tempo stesso, concreta, laboriosa, forte di carattere e risoluta nei modi, in una società dove, comunque, il potere è saldamente in mano maschile, che la donna russa fonda il suo irresistibile fascino. Vedere di mattina presto, giovani donne sgambettare veloci per raggiungere il posto di lavoro, vestite e truccate di tutto punto, come se dovessero partecipare ad una serata inaugurale del Marinskij Teatr, mi ha sempre incuriosito ed affascinato.
Chiedendone conto, più volte mi è stato risposto che non si avrà mai una seconda opportunità per cambiare la nostra prima impressione sulle persone incontrate e che, quindi, bisogna partire subito al meglio di sè. E, riuscire a sviluppare un senso estetico così vivido in ambienti dove prevale quasi sempre l' "estetica del brutto", in realtà di vita spesso difficili e problematiche, l'ho sempre trovata cosa degna di ammirazione e rispetto.
E se tisposti dalla città alla campagna, la musica non cambia. Se osservi i volti delle popolane, delle contadine sfiorite anzi tempo, leggi nei loro occhi sempre quell'aria virile e risoluta, di chi è abituata a cavarsela da sola in ogni situazione, senza aspettarsi aiuti dall'esterno.
Penso alle "babushke" che tutti i giorni si spostano dalle periferie alle città, spesso ore di "elektricka", solo per guadagnare qulche rublo coi loro piccoli commerci di frutta e verdura.

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