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Donne Russe

Le società slave

Del resto, nelle antiche civiltà slave, la donna ha sempre avuto una presenza determinante nella vita economica del gruppo. La semina e la raccolta di cereali, alimento principale delle antiche popolazioni slave, era compito esclusivamente femminile. Ciò ha fatto sostenere ad alcuni etnologi l'affascinante ipotesi di antiche strutture sociali impostate sul matriarcato, fedeli ad una mitologia lunare ed una vita spirituale fortemente orientate dalle donne.
Non è un caso che lo storico Erodoto collochi la terra delle donne guerriere, le mitiche Amazzoni, non lontano dal letto del fiume Don. In virtù di questo pregresso matriarcato, anche in tempi più recenti, la donna acquisì, nell'ambito della "grande famiglia" slava, il ruolo di vera "padrona di casa". A lei non solo è affidata la direzione della casa e l'educazione dei figli, ma anche la gestione dell'orto e degli animali domestici. Anche nei rapporti con l'altro sesso, l'iniziativa nel fidanzamento era prevelentemente femminile: erano le femmine che andavano dai genitori del ragazzo per chiederne la mano, ed era il giovane marito che veniva invitato a vivere nella casa della sposa e non viceversa.
Esiste addirittura un'ampia letteratura in cui si narra di donne che potevano decidere liberamente e con il consenso popolare, di prendere un altro sposo se questi non fosse stato in grado di generare figli. Oppure, si approvava socialmente il fatto che una donna sposata potesse avere degli amanti nel caso il matrimonio ufficiale non avesse dato figli, e i figli eventualmente nati dalle relazioni extraconiugali venivano considerati legittimi a pieno titolo.
Esempi di libertà sessuale femminile ante-litteram, che alcuni etnologi, forse impropriamente, hanno definito col termine di "poliandria", in contrapposizione al fenomeno opposto della "poligamia" dell'antica cultura araba.
A conferma di questa preminenza femminile nella società slava, basti ricordare che in una famiglia, alla morte del padre, solo le femmine ereditavano i suoi beni, mentre i figli maschi erano costretti a continuare nelle loro attività guerresche.
E come non essere colpiti dall'enorme contributo di figure femminili nella formazione degli Stati slavi?
Spicca su tutte, la personalità della principessa Olga, vedova del gran principe Igor, che nella metà del X secolo, riunì le tribù slave intorno al trono di Kiev. Olga resse il primo Stato russo, con energia e intelligenza, per dodici anni, ed ancora oggi viene ricordata la modernità e la lungimiranza di alcune sue riforme politico-amministrative. E anche dopo l'ascesa al trono del figlio Svjatoslav, fu lei la vera plenipotenziaria dello Stato e continuò a reggere saldamente le sorti del suo governo.
Sarà poi la dominazione ottomana sugli Slavi meridionali del secolo XIV, e l'oppressione tartara sugli Slavi orientali del secolo XIII a modificare l'assetto dei precedenti sistemi sociali e retrocedere la donna ad un ruolo più subalterno e limitativo nell'ambito delle stesse società.
Il retaggio della cultura tartara, del giogo del marito sulla moglie che, passivamente, è costretta ad accettare il suo miserevole destino, sarà attuale fino al XX secolo e al periodo della Russia sovietica.
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