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Donne Russe

La “sgrillettata”

Un insolito stereotipo di ragazza russa

Con il termine di “sgrillettata” non vogliamo affatto definire il più comune e “normale” stereotipo di ragazza russa, ma bensì quello in cui i nostri connazionali incorrono più frequentemente, ovvero il tipo di ragazza russa più conosciuto tra i cosiddetti “pellegrini”, benché questo non sia assolutamente il genere più tipico e diffuso; Chiuso questo inciso d’obbligo per non generalizzare mettendo nello stesso calderone anche le più classiche e diffuse ragazze russe di sani principi, passiamo subito a descriverne peculiarità e caratteristiche salienti:
La “sgrillettata” di sovente non ha un padre, essendo stata concepita durante un attimo di “leggerezza” da parte della madre probabilmente assopita dai “fumi dell’alcol”. La mancanza di una figura paterna ha inciso in lei, le più vistose caratteristiche che una tale lacuna può segnare in un individuo, in primis il carattere viene segnato da una forma di “femminismo egocentrico”, che si manifesta con la autoconvinzione che “lei donna”, faccia parte di un “genere” completo e autosufficiente, privo quindi della necessità di una figura maschile se non rilegata ai meri fini di sfogo sessuale “animalesco” e, come rigogliosa fonte di “risorse” per via di una sorta di parassitismo che vedremo più avanti.
Lei donna, priva della figura paterna, inculcherà il suo “credo” di “donna indipendente” alla figlia, la quale nella vita ricalcherà le medesime orme che a sua volta furono già state ricalcate a ritroso anche nelle generazioni precedenti tutte costituite sullo stesso “stampo”, venendosi quindi a creare una stirpe di donne che non hanno mai conosciuto una vera e autentica figura maschile (come può essere quella paterna o quella del marito) , ma che comunque se la sono cavata benissimo pur sole, sfoggiando le uniche ma “potenti” armi che la natura dona alla donna solo per il fatto di essere “femmina”! Ecco quindi che il tipo di famiglia basata sul matriarcato da noi definito della “mantide religiosa”, va sempre più assumendo di generazione in generazione, connotati ereditari ben precisi.
Una tale situazione familiare, ha indotto questo stereotipo di donna ad essere estremamente “libertino” e assolutamente privo di alcune cognizioni per noi morali, ma per loro di nessuna e consistenza, al punto tale che se asportassimo chirurgicamente le parti del cervello inerenti determinate caratteristiche e freni morali, si otterrebbe il medesimo “tipo di donna”.. infatti la classica “sgrillettata”, è prevalentemente un tipo di donna che sa dimostrarsi estremamente disinibita in quelle occasioni in cui il nostro concetto di morale sarebbe più propenso a suggerire un maggior contegno; Ed in lei, si denota anche uno sfasamento rispetto i nostri canoni circa quei limiti intangibili e soggettivi che demarcano ciò che è giusto da ciò che non lo è, tra il bene e il male, tra il cattivo e il buono, tra il moralmente corretto e l’insulso! Ecco quindi che quando la cosiddetta “sgrillettata” a nostro giudizio “sgarra” nei nostri confronti o nei confronti di terzi (magari per via di un suo comportamento o atteggiamento o una semplice questione di fedeltà e sincerità), un semplice accorgimento, un banale “richiamo”, il lei non sortisce nessun effetto dato che con la sua “testolina” non ce la farà mai e poi mai a comprendere dove ha “sbagliato”, proprio per via del fatto che in lei alcuni parametri sono completamente sfasati dai nostri: Vede il mondo con una prospettiva diversa! é una banale questione di relatività!: E se fossimo noi invece ad avere dei preconcetti “sbagliati”? In effetti sono tutti concetti assai relativi, che variano a seconda del contesto sociale, delle mode, dei costumi, della cultura, ecc. di fatto questo stereotipo di ragazza, è “tarato” su dei valori ben diversi dai nostri e di conseguenza situazioni d’attrito tra la nostra personalità e il suo carattere, sono inevitabili! Situazioni d’attrito che per esempio i russi (gli uomini russi), sono riusciti a contenere, massacrandole di botte; Infatti, con questo metodo si eviterà che la “classica sgrillettata” adotti comportamenti troppo leggeri ed inopportuni dandosi più contegno e mantenendo in primis una maggiore fedeltà nei confronti del proprio uomo, tutto ciò non perché le botte la inducono a ragionare, ma bensì innescano in lei un meccanismo di riflesso che la fa astenere da determinati comportamenti per via del terrore che le sevizie gli incutono, tutto ciò alla stessa stregua di come quando il cane, avendo già assaggiato il bastone, nel vederlo tira dritto comportandosi come si deve. Noi che tuttavia non siamo dei bruti, se con la classica “sgrillettata” vogliamo conviverci, dobbiamo essere disposti ad incassare qualche dura sconfitta e a sopportare qualche amara situazione.
Riprendendo quanto già accennato sopra, parliamo ora del cosiddetto “parassitismo”, ovvero una caratteristica presente nella donna appartenente allo stereotipo qui descritto e alle sue innumerevoli varianti, che consiste nel considerare l’uomo una figura a lei inferiore, che il caso vuole che la natura glielo ha messo a disposizione per essere spolpato come se questi non avesse una sua dignità, o che non sia da considerarsi una persona di pari grado al genere femminile (il che spiegherebbe anche una marcata tendenza “lesbo” nelle da parte di questo stereotipo); Una tale filosofia ha portato alla nascita di fenomeni truffaldini per mezzo di internet in gran parte perpetrati dalle cosiddette “sgrillettate” ai danni di ignari e ingenui uomini alla ricerca di amore ma soprattutto di lealtà, stiamo parlando delle truffe perpetrate ad opera delle cosiddette scammer che purtroppo rappresentano un raggiro che crea un danno sia economico, ma soprattutto va a ledere anche l’animo di persone che malauguratamente credono alla schiettezza e sincerità del prossimo che sa come dimostrarsi “disponibile” magari fingendo.
Un’altra forma di parassitismo di cui le cosiddette “sgrillettate” sono consone perpetrare, è la ricerca del cosiddetto “Caronte”, ovvero la disperata ricerca del “tontolone” che facendosi carico di spese e addossandosi pure tutte le eventuali responsabilità, si adopera a “traghettare” la ragazza russa nel proprio mondo (facendola giungere nel proprio paese), un firmamento fatto di altri benemeriti “tontoloni”, ancora più tonti ed inebetiti del Caronte che finanzia l’arrivo in patria della “principessina” (che in realtà si dimostrerà essere una classica “sgrillettata” di bassissima levatura e “spessore”), da li, poi lei con calma, una volta insediatasi stabilmente e saldamente sul territorio, comincerà a guardarsi attorno per “cercare di meglio” fra i vari tontoloni, “pellegrini”, smargiassi, anfitrioni e via discorrendo, per “lasciare” poi alla prima occasione, il povero “Caronte” che così tanto si adoperò a suo favore sostenendola durante il suo ingresso in quel mondo per lei incredibile per quanto possa essere rigoglioso e fertile al perpetrare del suo “parassitismo” ai danni dell’uomo.
Tra le varie peculiarità che caratterizzano questo stereotipo di ragazza, non possiamo far a meno di menzionare una spiccata dimestichezza con l’uso delle tecnologie “internet”, infatti una nota variante classica della cosiddetta “sgrillettata”, è la notoria “sgrillettata on-line”, ovvero un genere di ragazza russa o ucraina che dall’uso di internet trae profitto in misura tale da poter essere questo considerato un vero e proprio lavoro o comunque costituisce la sua attività principale; Si trovano “sgrillettate on-line” nei più noti siti web di incontri, nei siti erotici di tipo “live”, e persino nei cosiddetti social network. Dediche al lavoro in “rete”, sono impiegate soprattutto ragazze che dai poveri paesini di provincia, sono migrate nelle più grosse e opulente metropoli Russe, dove per loro, il poter “lavorare” on-line, costituisce la più comoda e semplice possibilità di crearsi un’occupazione, in un “modo” che altrimenti per loro sarebbe proibitivo per via degli eccessivi costi e per le scarse opportunità che offre a chi non ha nulla da offrire se non l’immagine di “se stesse” a livello di “corpo” e non di “testa”.
In genere, la classica “sgrillettata”, è facile che abbia discrete cognizioni di lingua italiana per via del fatto, che il suo stile di vita, più volte in passato l’ha sicuramente portata ad addentrarsi in relazioni con quelli che noi amiamo definire come “benemeriti pellegrini” (un fenomeno tipico italiano), se non sarà la lingua italiana a caratterizzarla, sarà invece la conoscenza di quella inglese ad un livello più che buono, comunque sia la “sgrillettata” ha nozioni di lingua straniera, di livello notevolmente superiori rispetto alle classiche ragazze russe tipiche (che in genere non conoscono affatto una lingua straniera), questo per via del fatto, che la lingua è per loro è uno dei requisiti essenziale, per protrarre il loro stile di vita, che così tanto necessita di un contatto con figure “straniere” più facili da “lusingare” rispetto a quelle di lingua madre: I russi conoscono i propri polli e di certo sono più accorti a non rovinarsi nelle mani di qualche “sgrillettata”, oltre a ciò l’uomo russo, vivendo una vita sessuale normale e completa, non trae stimolo dal civettare di queste ragazze, che invece sortiscono grande effetto sugli stranieri, al punto tale di riuscire a far perdere loro persino la ragione.
Per finire ecco, qualche piccola curiosità: La classica “sgrillettata”, predilige il sushi a tutti gli altri tipi di cucina, ama curarsi, in modo particolare le unghie che dipinge volentieri con disegni luccicanti adornati di brillantini mentre talvolta indossa persino unghie finte; Tutte caratteristiche queste, che ci permettono di discernere velocemente una classica “sgrillettata” dalle ragazze russe normali, tuttavia occorre prestare estrema attenzione perché non è sempre detto, a volte si incontrano anche “sgrillettate” prive di questi connotati, tuttavia è difficilissimo il caso contrario: La tipica ragazza russa “normalissima” non ama curarsi le unghie con i brillantini e mangiare il sushi!

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