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Ekranoplano

Velivolo ibrido che sfrutta l’effetto suolo per sfrecciare sull’acqua

Per molti secoli l'uomo ha percorso i mari a velocità sempre crescenti. Nuove generazioni di navi sono più veloci di quelle precedenti grazie all’introduzione di nuove tecnologie. Lo scafo singolo non è potuto più stare al passo e sono stati introdotti il multiscafo e lo scafo piatto e la velocità di questi mezzi tocca i 100Km/h.
La grande quantità di potenza richiesta dalle navi ad alta velocità è dovuta alla resistenza con l’acqua il cui attrito aumenta in maniera esponenziale con l’aumentare della velocità. La soluzione più ovvia è minimizzare il contatto con l'acqua. Questo principio è alla base degli hovercraft e degli idrovolanti, ma anche questi mezzi presentano dei limiti se paragonati all’ekranoplano. Un ekranoplano è una nave con ali che viaggia poco sopra la superficie dell'acqua sfruttando il cosiddetto effetto suolo, un ibrido di produzione in grado di schizzare sull'acqua a oltre 600 km/h, galleggia sopra un “cuscino” d'aria di alta pressione formatosi tra le ali e l'acqua. Questa è la caratteristica distintiva dell’ekranoplano il quale può essere considerato come un incrocio tra un hovercraft e un aereo.
Il pioniere di questa tecnologia fu l’ingegnere sovietico di nazionalità italiana Roberto Oros di Bartini e proprio sotto l’era sovietica vennero sviluppati enormi mezzi per scopi militari in grado di sfrecciare sull’acqua e sfuggire al rilevamento radar, tali velivoli ibridi, ad occidente, vennero insigniti con l’appellativo di “mostri del Caspio”.
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