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Dopo nove mesi nacque un bimbo di colore!

Natasha e Tommaso in luna di miele: Dopo nove mesi nacque un bimbo di colore!
Natasha e Tommaso in luna di miele
Dopo nove mesi nacque un bimbo di colore!
Quella a cui state per assistere, è una storia di fedeltà coniugale che ha dell’incredibile! La trama del racconto ci è stata fornita dallo stesso protagonista affinché altri evitino decisioni avventate ricalcando le sue stesse orme: E’di fondamentale importanza conoscere il proprio partner prima di prendere decisioni avventate, ciò non significa affatto che le ragazze russe non siano ragazze “normali”, anzi, lo stereotipo classico ci dice che sono educate, pulite, con estremo senso dell’ordine e della famiglia, tuttavia l’italiano in terra slava è bravissimo a tirar fuori dal mazzo per poi portare in Italia qual genere di ragazze appartamenti ad un altro noto stereotipo, quello delle “sgrillettate”, un tipo di ragazza raro da incontrarsi, ma guarda caso, l’italiano è prevalentemente attratto da questo stereotipo e di conseguenza questo è anche il genere di ragazza russa che con più frequenza giunge nel Bel Paese spesata e pagata dal “Caronte” di turno.
Ecco ora come un semplice tradimento, può trasformarsi in una tragedia coniugale dai risvolti incredibili:
Tommaso, vivace e brillante ragazzo impiegato come manutentore in una azienda del triveneto leader nel settore, in trasferta aziendale a Omsk (Siberia), durante un momento di svago trascorso tra amici presso la discoteca Atlantida, conobbe quella che da lì a breve divenne la sua “seconda metà”. L’indomani la ragazza s’offrì d’accompagnarlo in una vista guidata tra i monumenti del centro, presso il museo etnografico e per ultimo al teatro dove purtroppo non potettero assistere allo spettacolo per mancanza di posti liberi. Lì per lì, non diede importanza a quell’incontro, ma una volta giunto in Italia via SMS inviò un timido messaggio di saluto e ringraziamento per la disponibilità mostratagli. Nel giro di breve si instaurò una fitta corrispondenza fatta di e-mail, telefonate e messaggini del tipo “puci-puci amore, buona notte principessina”, “спокойно ночи мои милые”.
OK, lui in Italia con esigue possibilità di svolgere una vita sessualmente attiva quindi senza nessuna possibilità di tradimento ideologico vista la società in cui è obbligatoriamente immerso, lei al contrario vivendo in un luogo dove per una ragazza svolgere una vista sessualmente attiva è cosa normalissima e non lo è invece il contrario dato che l’atteggiamento sobrio provocherebbe l’indignazione delle amiche che subito penserebbero che lei non sia normale, tuttavia la ragazza via messaggini fa sapere all’innamorato di rimanere fedele e illibata.
Giunto il periodo natalizio, lui vuole rincontrarla ma questa volta viste le avversità climatiche dell’inverno siberiano, opta per invitare lei in Italia nella casa in cui vive con i genitori, una famiglia per bene, ammirata da tutto il vicinato e nota in città per l’impegno che svolgono nel volontariato durante il dopolavoro.
L’iter per far venire lei in Italia non è facile in quanto in tutta la Siberia purtroppo non esiste una sede consolare italiana con funzione di rilascio dei visti, occorre quindi rivolgersi a Mosca. Data la distanza e i costi per un soggiorno nella capitale russa, la ragazza non può recarsi personalmente a Mosca per adempiere alla pratica del proprio visto, tuttavia trovano una agenzia in grado d’espletare tutto l’iter su delega, occorre solamente la lettera d’invito da parte di lui correlata dai mezzi finanziari quantificati in 50$ al giorno per ogni giorno di permanenza in Italia da parte di lei.
Tommaso, si fa carico di tutte le spese, come in seguito si farà carico di tutti i costi sostenuti per le nozze, spese accessorie e luna di miele, per quanto invece riguarda la dote da parte di lei, la famiglia convenne che non era necessaria in quanto vedeva questa come una tradizione in disuso nei matrimoni misti in cui la famiglia di lei “non ha nemmeno gli occhi per piangere” (la famiglia di lei, ovvero la madre perché il padre è ignoto, risiede a Omsk nel quartiere di Port Arthur, la più grande baraccopoli al mondo).
Trascorse assieme il periodo tra natale ed epifania, Tommaso, appagato per quanto riguarda le performance sessuali da parte di lei, decide di sorvolare tutti i preliminari per compiere un passaggio subliminale, ovvero passare dall’amore focoso a prima vista direttamente alle nozze tralasciando il periodo di fidanzamento. Che servirà mai il fidanzamento? Un rituale dispendioso e inutile avrà pensato lui prima di convolare a nozze! “Un rituale da lasciare alle italiane, io mi sposo una russa!”.
Giunto il giorno fatidico, i due suggellano il proprio sogno d’amore in chiesa, lei ha insistito tanto che così fosse, anche perché - da quanto poi è parso a posteriori - sembrò più interessata al corredo fotografico da inviare alle amiche nel quale lei appariva come una principessina illibata innanzi all’altare, che al significato del matrimonio religioso e ai principi della fede sanciti per l’unione coniugale.
Come da più antica e onesta tradizione, ecco ora i due sposini partire per una romantica luna di miele nella bellissima Repubblica Dominicana dove anche d’inverno c’è il sole, viaggio con pacchetto Alpitour comprensivo di soggiorno nel lussuoso hotel Gran Bahia Principe Cayacoa, luogo in cui lei diviene “in dolce attesa”, di un bellissimo bimbo le cui sembianze, per via del colore, sono assai più affini allo “zio Tom” che al padre Tommaso!
Passati i nove mesi di gestazione è subito scandalo! Lei dapprima nega l’evidenza, asserendo che come Pushkin possedeva antenati di colore di cui si persero le tracce per via della distruzione degli archivi durante lo stalinismo, e il figlio quindi aveva il gene di un avo che affiorava, un avo che probabilmente veniva deportato a Omsk come schiavo quando la città fungeva ancora da colonia penale. Poi, messa alle strette, confessò che durante la luna di miele, l’ultima sera, uno sconosciuto approfittò di lei in spiaggia, seducendola mente era assopita dai fumi dell’alcool, ma, dovendo indicare “chi commise il misfatto”, il ricordo è vago in quanto per lei i domenicani di colore si assomigliano tutti, tuttavia ricorda d’aver assaggiato dalle mani di costui degli ottimi molluschi conditi con scorza di limone, uno dei quali evidentemente era ancora vivo e sprizzava gioia anche più del dovuto.
Ora la giovane ragazza madre, di ritornare in patria non ci pensa nemmeno, ha già trovato un nuovo “pellegrino” con cui è scoccata la scintilla e nel contempo ha chiesto a Tommaso gli alimenti in quanto non in grado di poter provvedere autonomamente alla propria sussistenza e a quella del bimbo.
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