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Caro vita

Costo della vita in Russia

Kitsch russo
Kitsch russo
Nonostante la globalizzazione, il mondo non si è ancora uniformato per quanto riguarda il tenore di vita, i salari, l’assistenza sociale, eccetera, e forse una completa omogeneizzazione non la si otterrà mai, tuttavia nel nostro piccolo e ridente mondo - di norma – vige la regola che nei luoghi in cui i salari sono “magri”, il costo della vita risulta essere nettamente inferiore, ragion per cui comunque sia la gente del posto dandosi da fare riesce a vivere dignitosamente. In pratica avviene una compensazione dovuta al basso costo della vita che tende a riequilibrare la qualità della vita di chi percepisce salari non a livello occidentale.
Questo fenomeno interessa tutto il mondo e a rigor di logica si tenderebbe a credere che anche per la Russia sia così, la Russia che tutti noi conosciamo come paese ricco nel complesso, ma dove il singolo difficilmente arriva a percepire un salario superiore ai 500$ al mese. Paragonando la Russia ad altri grandi Paesi in cui troviamo stipendi e condizioni analoghe, ci accorgiamo che altrove costa tutto molto ma molto meno, se per esempio si va a Shanghai o a San Paolo – due città con salari medi analoghi a quelli che incontriamo a Mosca e San Pietroburgo, il costo della vita risulta decisamente molto ma molto inferiore per affitti, mangiare, oggettistica, servici, ecc.. rispetto in Russia e la qualità non è neanche da paragonasi. Per noi occidentali risulta evidente come in Cina o Brasile anche nelle città più care, sia possibile avvantaggiarsi per via del fatto di un basso costo della vita, in Russia purtroppo non è così, ma “purtroppo” non tanto per noi che se andiamo lì al massimo ci andiamo in vacanza, più che altro per loro stessi che lì sono costretti a viverci obbligatoriamente almeno fio a quando permarrà ad occidente l’attuale sistema che impone il visto d’ingresso per i cittadini Russi.
Guardando le condizioni generali in cui riversano la maggior parte dei russi, ci si aspetterebbe che a Mosca, con due euro si possa tranquillamente pranzare seduti in un buon ristorante italiano, e con duecento mensili, si possa affittare un appartamento all’europea dotato di tutti i confort, e con cinquanta uno “alla russa”, un caffè o un tea al bar non dovrebbe costare più di dieci rubli, e in una mensa o in un posto alla buona si dovrebbe mangiare con meno di un euro, perché in tutto il mondo dove la gente è in quelle condizioni salariali e il complesso è quello che è, i prezzi sono questi.
A noi la cosa ci tocca relativamente, non siamo obbligati a rimanere lì e a quanto pare neanche ci vogliono perché del’2007 non rilasciano più visti annuali valevoli per una permanenza ininterrotta, ma loro come fanno?
Vediamo di scoprire questo fenomeno, che à molto semplice: Il russo si immedesima in una parte che non è la sua credendosi in tutto e per tutto occidentale, ciò avviene sia per mezzo dei media locali quali TV e riviste che ritraggono sistematicamente una Russia ben al disopra della realtà, una Russia un cui tutti sono oligarchi circondati da sfarzi e prodotti firmati, ma avviene anche quando un russo che può permettersi di viaggiare all’estero - al rientro nel proprio Paese - decide d’aprire un locale o un negozio, immedesimandosi in ciò che ha visto ad occidente, adeguando persino prezzi e misure. Una cosa tipica del russo è che quando avrà imparato ad arrotolare gli spaghetti con la forchetta, darà poi la cosa per acquisita, ovvia e scontata, rinnegando in futuro che vi fu un periodo in cui gli spaghetti non li sapeva arrotolare spergiurando che a casa sua fin da piccolo arrotolava gli spaghetti nel piatto, ma non lo farà in malafede sapendo di mentire, ma in via bonaria, immedesimandosi in un mondo che non gli appartiene e auto convincendosi di cose a cui lui per convenienza piace credere.
La cosa è imbarazzante da dirsi, ancora più difficile da capirsi, ma per i soggetti nati in una kommunalka nell’unione sovietica dove il deficit o la mancanza di prodotti di ogni genere era una costante, il raggiungere uno status superiore “da alla testa” rendendoli imborghesiti ai messimi livelli, eccoli quindi cimentarsi nel fare tutte cose con target per i VIP, ma dove sono realmente tutti questi VIP in Russia? I VIP russi conoscendo se stessi, quindi la propria mentalità, la qualità dei servizi e apprezzando le cose di classe, quando proprio vogliono un servizio da VIP vanno in Sardegna, o a fare shopping a Milano, o a mangiar bene in Toscana, ma non si affidano di certo ai loro connazionali che nonostante vogliano fare le cose da VIP mangiano mettendo in ketchup sulla pizza e non sanno farsi nemmeno il nodo alla cravatta. Idem vale anche per i Russi che VIP non sono, ma vogliono comunque farsi una vacanza dignitosa e ragion per cui prediligono di fatto Sharm el Sheik a Sochi, ma per patriottismo sono sostenitori delle località russe nelle quali comunque non andranno mai perché nonostante tutto sto patriottismo sono consapevolissimi che con gli stessi soldi all’estero la vacanza risulta di livello nettamente superiore.
Attualmente i russi vivono in uno stato di grande soggezione collettiva, un fenomeno di massa in cui tutti annuiscono fra di loro facendo segno di sì con la testa come fossero ipnotizzati, e si illudono di vivere in un ruolo che non è il loro in un fenomeno di grande allucinazione collettiva, cosicché ovunque si mostrano completamente diversi da ciò che sono immedesimandosi in situazioni che potrebbero essere normali ad occidente ma per la Russia assolutamente anomale, diventa per loro normale quindi vedere in TV esclusivamente appartamenti che in Russia nessuno ha di quella qualità, ambienti all’europea, il Mr Proper (il Mastrolindo russo) nella pubblicità alla televisione lo si vede sempre intento a pulire esclusivamente le cucine e i bagni degli oligarchi! I seriali televisivi girati in Russia sono tutti ambientati in posti splendenti e ben diversi a quelli che si possono trovare nella realtà, ben superiori per qualità anche rispetto agli ambienti frequentati da chi i soldi ce li ha, perché certi ambienti in Russia sono proprio difficili da realizzarsi, sia per questioni di gusto che difficoltà oggettive.
Attualmente in Russia per via di questo fenomeno d’allucinazione collettiva, qualsiasi cosa che sia decente ha costi proibitivi perché destinata ai VIP, questo modo di fare sta costringendo la massa a cibarsi e a vivere di elementi della più scarsa e infima qualità, tutto ciò che non è patate, cavolo, carote, smetana, ha costi esorbitanti, proibitivi per la maggior parte dei russi che purtroppo in vita loro non hanno mai provato ortaggi o legumi comunissimi quali, ceci, lenticchie, fagiolini, carciofi, capperi, coste, rucola, sedano, porro, ecc.. altri li hanno provati ma sono di qualità infima come per esempio le olive che per un italiano quelle sul mercato russo risultano immangiabili, idem per i salumi e i formaggi.
La Russia di oggi fa rimpiangere addirittura quella dell’immediato post comunismo, in cui i prodotti erano sì pochi, ma genuini ed economici.
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