📁
Russia Oggi Russia Oggi: Notizie dalla Russia!Russia Oggi
Approfondimenti

Scacciata italiani dalla Russia

La Russia manda un chiaro segnale agli italiani ed è subito scandalo! Connazionali residenti scacciati via dalla Federazione Russa e le istituzioni italiane tacciono vergognosamente per non compromettere il ministro degli esteri Frattini che si è reso responsabile del patatrac!

Russia lancia messaggio chiaro e conciso
Russia lancia messaggio chiaro e conciso

Sul piano delle relazioni internazionali, in particolar modo per ciò che concerne la politica inerente l’immigrazione e quindi il regime dei visti d’ingresso, è pratica comune che tra Stati ci si regoli creando condizioni di reciprocità affinché i cittadini degli uni e degli altri Stati si ritrovino in situazioni analoghe, fermo restando che non vige alcun divieto per ciò che riguarda le iniziative unilaterali qualora uno stato decidesse d’optare per un alleggerimento della politica immigratoria in modo da invogliare l’afflusso di denaro da parte di categorie di nicchia quali imprenditori ed industriali.
Proprio perseguendo una politica incentivante per gli investitori esteri, Eltsin diede disposizione (convertita in legge) affinché  tutti gli stranieri soggetti al visto, potessero risiedere permanentemente in Russia fino allo scadere del proprio visto. Per investitori e uomini d’affari furono previsti visti annuali di tipo business e commerciali ottenibili presso il consolato anche in giornata pagando un extra per l’urgenza.
Molti – dall’inizio degli anni novanta fino alla seconda metà del primo decennio di questo secolo – furono gli italiani che sulla base di visti annuali rinnovabili di volta in volta, vissero legalmente e permanentemente in Russia, tali visti erano relativamente facili da ottenersi, tuttora dal punto di vista legislativo, la giurisprudenza russa non prevede per chi soggetto al visto d’ingresso, alcun limite di permanenza se non quello dettato dallo scadere del visto (L’articolo 5 della legge federale russa n.115 datata 25/7/2002), ma allora che è successo? Il nostro ministro degli esteri Franco Frattini nel 2006 quando era Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza, divenne fautore di un accordo con la Federazione Russa che vietava ai nostri connazionali di permanere in Russia per più di ’90 giorni anche se in possesso di visti annuali (tale provvedimento non risparmiò chi già lì da lunga data).
Tale accordo camuffato con il nome forviante di “facilitazione dei visti”, di fatto fu un intervento di “polizia e controllo” che cacciò dalla Russia sia cittadini italiani che europei già stabilitisi in Russia in pianta stabile, con legami affettivi e rapporti commerciali consolidati. Frattini tentò di rispedire a casa non solo gli italiani in Russia, ma anche i cittadini trasferitisi in altri Paesi, tra i quali figura per esempio Santo Domingo. Pare evidente che questa non fu nient’altro che una pura manovra di “polizia” per ispezionare i nostri connazionali trasferitisi in località estere poco “controllabili”.
Saputo quanto stava accadendo, la comunità italiana a San Pietroburgo interpellò il console generale Massimo Drei, il quale anche lui risultò essere all’oscuro di tutto e nonostante le richieste di chiarimenti che il console rivolse sia all’autorità russa che all’ambasciata italiana a Mosca, non si riuscì ad ottenere alcuna indicazione su come la comunità italiana avrebbe dovuto affrontare l’incombenza, e tantomeno venne data anche solo una risposta. Dopo breve tempo il console generale uscì “stranamente” di scena, ufficialmente per motivi medici, e di tutta la faccenda non si seppe più nulla e la comunità italiana che oramai in gran parte dovette abbandonare velocemente il Paese, tutt’ora aspetta una risposta.
Guarda caso, nel periodi immediatamente successivo degli avvenimenti sopra citati, la Russia entrò in una grave crisi finanziaria che iniziò in concomitanza con la crisi Americana del settore immobiliare e bancario. Gli analisti finanziari – appurato che la crisi americana fu la scintilla che diede inizio all’effetto domino a livello planetario – stanno faticando non poco per trovare un nesso tra la crisi americana e quella che sta attanagliando la Federazione Russa, di fatto però si è appurato che la crisi in Russia è prevalentemente dipesa dalla fuga dei capitali e all’improvviso vuoto concernente gli investimenti di provenienza estera che hanno tolto liquidità nell’economia spicciola del Paese. Dato che quanto dichiarato e divulgato in questo articolo, è stato tenuto a tacere per questioni di comodo prettamente inerenti la politica, analisti e addetti nel settore finanziario continueranno a lambiccarsi il cervello ancora per molto prima di riuscire a comprendere a cosa sia dovuto il retrofront da parte degli investitori occidentali.
Ritornando al discorso della reciprocità, è chiaro che condizioni vicendevoli tra Paesi dovrebbero portare ad uno status quo analogo, ecco quindi che riportiamo qualche dato solamente a titolo esemplificativo di alcune proporzioni tra questioni riguardanti Italia e Russia.
In Russia, prima che parte di essi dovette lasciare forzatamente il Paese, vivevano circa 1300 italiani (dati AIRE), la maggior parte a Mosca, circa 150 a San Pietroburgo, tutti regolarmente immigrati tra il 1991 e il 2006 sulla base di visti annuali. Tra l’esiguo numero degli italiani in Russia, in realtà figura anche un consistente numero di russi – in prevalenza donne –, che hanno ottenuto la cittadinanza italiana a seguito di matrimonio, poi una volta ottenuto il divorzio e gli alimenti, sono ritornate in Patria. Per ciò che riguarda invece i russi residenti in Italia, si contano nell’ordine delle decine di migliaia ciononostante le statistiche ISTAT loro riguardanti risultino essere largamente sottodimensionate in quanto sistematicamente i Russi immigrati nel Bel Paese dopo qualche hanno ottengono la cittadinanza italiana (non figurando più tra gli stranieri, escono delle statistiche) mentre in Russia non esiste un solo italiano che abbia ottenuto la cittadinanza Russa in quanto dovrebbe rinunciare a quella naturale.
In Italia solamente a cavallo tra il 2001 e il 2002, è stato appurato che una organizzazione criminale ha importato da Mosca 50.000 prostitute, con visti turistici poi divenute clandestine con lo scadere del visto (indagine da parte dell’Europol e dell’Arma).
Nel 2009, l’Italia diede la possibilità a 500.000 immigrati irregolari in parte russe (si calcola 1/3), che professavano l’attività di badante, di amnistiare la propria presenza illegale pagando una cifra simbolica di 500 euro. Non viene presa in considerazione da parte russa alcuna manovra reciproca nei confronti degli italiani che hanno dovuto lasciare il Paese per non divenire irregolari, a Mosca la prenotazione del permesso di soggiorno temporaneo viene venduta in nero a 5000 euro senza garanzia dell’ottenimento del permesso prenotato, che di fatto è impossibile da ottenere per chi non è sposato.
La Russia concede agli italiani visti turistici di non più di 30 giorni mentre l’Italia prevede per i russi visti turistici valevoli fino a 90 giorni. Gli italiani per turismo in Russia vanno tutti a proprie spese mentre 1/5 dei Russi in visita in Italia per turismo, versa in uno stato d’indigenza tale da essere costretto a farsi pagare il viaggio dallo “sponsor” invitante e a presentare una fideiussione a garanzie del proprio sostentamento durante il periodo di soggiorno in Italia.

Argomenti nella stessa categoria