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Marcire in carcere

Marcire in carcere grazie alla lotta alla contraffazione

L’Italia come si sa, sovente nei confronti di altri stati si è macchiata di superbia, un delirio che istiga i nostri governanti a porsi nei confronti delle rispettive autorità estere come ispiratori di principi e regole democratiche di alto valore morale, simbolo dell’alto livello di civiltà che ci contraddistingue (tutte stronzate ndr).
A tal proposito già in passato ci siamo occupati dell’accordo di facilitazione dei visti tra Unione Europea e Federazione Russa, accordo proposto e sostenuto da Franco Frattini il quale si proponeva di facilitare un processo normativo che già di per se da parte russa era estremamente semplice e che a seguito delle imbeccate da parte nostra è divenuto il cruccio degli italiani in Russia che si sono visti di fatto cacciati a calci nel sedere dal Paese che fino a poco tempo prima li aveva ospitati, e adottati senza i tanti grattacapi e impedimenti burocratici invece tipici del Bel Paese, tutti regolamenti poi imbeccati ai russi con l’intento illusorio da parte nostra di insegnare a costoro come snellire e semplificare l’iter burocratico!
Tornando al tema dell’articolo, i più che ci leggono, sapranno benissimo che l’Italia è il regno del contraffatto, tant’è che i russi tra le loro critiche rivolte al Bel Paese, in primis troviamo il “quanto disgustino i neri intenti a vendere borse contraffatte e articoli vari” in tutti i luoghi di maggior afflusso turistico, essendo questi luoghi i primi ad essere visitati dagli stranieri, essi rappresentano anche il volto dell’Italia, e non è un segreto che tale volto non è gradito ai Russi che per loro indole sono in gran parte xenofobi.
Stavolta, ad andare a spaccare i marroni ai russi e a fargli la ramanzina, è stata la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione (in sigla UIBM), e la cosa rimane alquanto singolare dato che l’Italia oltre ad essere la Patria del contraffatto, è anche il regno dell’impunita, come lo è anche la Federazione Russa, Paese in cui praticamente tutti vestono Dolce & Gabbana, Armani e soprattutto Versace venduto “originale” tra le bancarelle di qualsiasi mercato.
E’ chiaro che la Russia, imbeccata dall’Italia, non può dimostrarsi passiva ed inerte e si è messa da subito all’opera per contrastare l’illegalità attorno al mondo del contraffatto, e a tal proposito come esempio eclatante avverso al mondo del non originale, ecco che è stato spiccato anche qualche arresto, arresto che ha portato nelle grinfie della giustizia qualche povero italiano il cui intento era quello di commerciare generatori elettrici etichettati in casa con nomi di note fabbriche che comunque producono in Cina.. si tratta di contraffare un prodotto che già in originale è un “Made in Cina”! (http://www.honda-mindong.com/intro_en.asp).
Ora gli stolti sprovveduti (http://massmediumblog.com/2009/07/15/crimine-all-italiana-in-russia-arrestati-per-frode-e-truffa-tre-italiani-a-san-pietroburgo/), passato oltre un anno e mezzo dalla loro malefatta, stanno ancora a marcire nelle terribili prigioni russe senza conoscere il proprio destino, una detenzione in un luogo dove il cibo è condito di vermi, e l’inverno e talmente gelido che nelle celle si ghiaccia il té bollente versato nelle tazze.
Morale della favola, ora le associazioni di categoria e gli organi governativi del Bel Paese, qualora dovessero persistere nel voler dare lezioni di comportamento alla Grande Madre Russia, si vedranno prontamente controbattere un bel: “Ma come? Noi applichiamo energicamente la lotta alla contraffazione, tant' è che tra i vostri connazionali qualcuno se ne sta a marcire in carcere maledendo ogni istante il momento in cui decise d’intraprendere affari in Russia”.

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