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Turismo sessuale

“Benemeriti pellegrini”, come curarsi

Lo stereotipo del “pellegrino” è una piaga diffusa tra gli italiani, ma esiste effettivamente una cura?

Benemerito pellegrino: Hei bellissima, vieni qui che sono italiano, ma quando me la dai amore? Sono un gallo!
Benemerito pellegrino
Hei bellissima, vieni qui che sono italiano, ma quando me la dai amore? Sono un gallo!

In alcuni soggetti questo fenomeno crea una forte forma patologica dalla quale uscirne non è facile, soprattutto se non si è disposti ad accettare questa forma di malattia e non prendendo coscienza del proprio stato. Coloro che ne escono rimarranno perennemente esposti al rischio di ricaduta e a volte le cure non servono nulla tuttavia incominciamo con il dire che questa situazione, come del resto anche per altri disturbi psichiatrici, la cura la possiamo trovare nella psicoanalisi; Durante il periodo di terapia il paziente può trovare un valido sostegno nei propri familiari e in modo particolare nella propria compagna, tuttavia a differenza di altri disturbi psichici, chi affetto da questa patologia generalmente non ha una compagna o comunque una persona di sesso opposto in grado di dargli l’adeguato sostegno affettivo di cui il malato ha bisogno, infatti la quasi totalità degli individui affetti da questa patologia è rappresentata da single, persone sole impossibilitate a realizzassi sessualmente, soggetti abbandonati a se stessi e quindi privi di quell’affetto di cui l’individuo ha biologicamente bisogno, tutto ciò porta il soggetto a subire forti sensi di frustrazione che si ripercuotono sotto forma di insoddisfazione sessuale che in fin dei conti è la causa principale dello scaturirsi di questa forma di patologia.
Il malato come lo si distingue? Chi affetto da questa patologia non sempre ne è consapevole in quanto si creano in lui dei meccanismi mentali che nella sua testa andranno a formare una realtà contorta, infatti sarà consuetudine da parte del malato dire frasi del tipo: “non ho mica bisogni di andare in Russia per trovare una ragazza”, oppure “ho una vita sessuale molto attiva, a me le donne non mancano”; Cosa interessante è che il malato a queste frasi crede realmente, però a livello inconscio il soggetto è consapevole della realtà dei fatti e queste fresi vengono ripetute con frequenza per far si che la propria cerchia di persone appartenenti alla sfera delle amicizie (compagni di viaggio, conoscenti, soci in affari, ecc..) entrino a far parte in questo mondo di illusione, sono frasi ripetute non tanto per convincere se stessi, ma per infondere certezza a chi sta attorno, ecco quindi che gli amici e i compagni di viaggio sono i primi ad accorgersi della presenza di questa patologia nel soggetto malato.
Questi “benemeriti pellegrini” si incontrano a frotte nelle principali mete del turismo sessuale internazionale: Ucraina, Tailandia, Cuba, ecc.. si distinguono a vista per il modo sistematico con il quale cercano disperatamente d’avviare un approccio con le persone appartenenti al gentil sesso, chiaramente le donne che noi definiremo normali, non sono stupide e la loro particolare sensibilità le mette subito sugli attenti, tuttavia nelle mete prevalentemente frequentate da questi soggetti, ci sono innumerevoli donne per così dire non “per bene”, per esempio le “approfittatrici” o le “scam” le quali cercheranno di massimizzare i propri profitto a danno del malato, ecco quindi che questa forma patologica porta spesso chi ne è affetto a subire un danno anche economico.
Come guarire da questo male? Per guarire occorre seguire alcune semplici regole, tuttavia chi affetto da questo male troverà estremamente pesante attenersi a questi precetti:
Non trattare le donne come oggetti (vanno riverite, per esempio donando loro dei fiori, aprire la portiera della macchia quando devono salire a bordo o scendere, aiutarle a togliersi o mettersi l’abito al guardaroba).
Durante un rapporto interpersonale non puntare mai ad ottenere rapporti sessuali (questo è tipico! In genere questi soggetti vagano a caccia di donne alla stessa stregua degli animali a digiuno da giorno in cerca di cibo.. hanno anche la bava alla bocca!)
Non puntare nemmeno al fatto di dire: “adesso sto al gioco, ci esco assieme un paio di giorni, faccio il turista e poi me la faccio!”
Evitare di andare nei posti in cui ci sono altri “benemeriti pellegrini” per poi gridare frasi del tipo: “hai degli occhi bellissimi, quand’è che me la dai?”.
Teniamo presente che i soggetti affetti da questa patologia sono essenzialmente persone incapaci di sedurre elegantemente il proprio potenziale partner, questa è anche una delle cause principali che hanno contribuito al manifestarsi di questa malattia, il frequentare corsi di galateo e di seduzione aiuta indubbiamente questi soggetti, tuttavia occorre tener presente che molti corsi di seduzione, in realtà sono proprio dei corsi per diventare dei “benemeriti pellegrini”, è quindi opportuno verificare tutte le credenziali da parte dei docenti che svolgono le lezioni, evitando innanzitutto “agenzie matrimoniali” e soggetti che organizzano viaggi nella sfera del cosiddetto “turismo sessuale”.
E’ importante riuscire a capire che la seduzione non è assolutamente quel meccanismo per attrarre la donna nella “tela del ragno”, ma è e deve essere quell’insieme di comportamenti il cui fine è esclusivamente arrecare piacere alla donna che amiamo, un piacere spirituale e in ogni caso non sessuale, per esempio le buone maniere, l’invito ad assistere a programmi di carattere culturale (teatro, opera, balletto), il mantenere un tono di voce piacevole, una certa eleganza da parte nostra sia nel comportamento che nel vestire, ma soprattutto un forte senso di sicurezza e autostima, per esempio dobbiamo evitare di chiedere in continuazione alla controparte, cosa gli piace fare o dove vorrebbe andare, queste cose si devono intuire a pelle e l’uomo deve sempre condurre la situazione intuendo e indovinando ciò che la controparte gradisce maggiormente.

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