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impennata dell'euro sul rublo! + 1,50 in poche ore

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Gian Fuli
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jee_2009@hotmail.com
Zauk

bel thread. volevo segnalare anche questo articolo di economia.

Entro la fine del 2008 l’indice Dow Jones arrivera’ a 15.000 punti, perche’ adesso e’ sottovalutato del 25%, secondo il mio modello basato sui profitti aziendali e sui tassi di interesse. Anche sugli utili delle societa’ Usa prevalgono le buone notizie: finora circa la meta’ dei componenti l’ indice S&P500 ha annunciato i risultati del quarto trimestre 2007 e fra le societa’ non finanziarie ben il 73% ha battuto le aspettative. Quando la paura se ne andra’ via, Wall Street si riprendera’’
Wesbury Brian , capo economista di First Trust Portfolio - societa’ di gestione di Chicago, consulente accademico della Federal Reserve Bank di Chicago
‘Ora impieghi sicuri. Dall’estate si puo' tornare sulle azioni, magari quelle delle banche ripulite’
Maria Fiorini Ramirez , proclamata migliore Financial Advisor del mondo e consulente della Banca del Giappone
‘Wall Street quest’anno non chiudera’ in rosso, proprio perche’ hanno vinto i Giants, una delle squadre «originali» della National Football League. La Borsa invece va male quando vince una delle squadre entrate nella Lega dopo la sua fusione con l’American Football League, come i Patriots’
Robert Stovall , della societa’ di gestione Wood Asset Management
- Aprile 2008
‘La crisi in Europa sara’ attenuata’
Jose’ Manuel Barroso , presidente della Commissione Europea
Macche’ recessione. I risparmiatori non devono farsi incantare dalla propaganda dei candidati alla Casa Bianca e devono invece cogliere le opportunita’ della Borsa americana che, ad eccezione del settore finanziario, e’ oggi molto attraente per il livello scontato delle quotazioni e le buone prospettive di crescita dei profitti. losstrader.com
Donald Luskin , fondatore e chief investment officer di Trend Macrolytics, una societa’ di consulenza economica per investitori istituzionali Maggio 2008
‘Le valutazioni attuali di Borsa sono molto piu' ragionevoli, anche rispetto al 1997. Dieci anni fa il rapporto fra prezzi delle azioni e utili aziendali, relativi ai 12 mesi precedenti, era attorno a 25-26, oggi e’ 17,6. Inoltre le alternative alle azioni non sono attraenti, anzi sono terribili: i titoli di Stato Usa sono carissimi e rendono pochissimo (meno del 4% lordo i decennali), le obbligazioni aziendali offrono un poco di piu', ma non molto, e i prezzi delle case continuano a scendere. Credo che la parte peggiore sia passata. losstrader.com, dove molti utenti alle prime armi con la borsa o dopo gravi perdite, ora riescono a fare molti soldi. perdere per poi guadagnare, è il loro motto. impara dui tuoi errori e divverai un ottimo trader di borsa on line. losstrader.com
Jeremy Siegel , professore di Finanza alla Wharton business School Il peggio e’ alle spalle La banca e’ solida, non ci sara’ alcun aumento di capitale’
Alessandro Profumo , amministratore delegato di Unicredit.
Mutui subprime, il peggio e’ alla spalle’
Paul Krugman , premio Nobel per l’Economia 2008
«Il peggio potrebbe essere passato. Siamo piu' vicini alla fine che al principio della crisi finanziaria. e’ indubbio che oggi la situazione sia migliore, molto migliore che a marzo.’
Henry Paulson , ministro USA del Tesoro

Giugno 2008
‘Il peggio e’ probabilmente alle spalle’
Dominique Strauss Kahn , direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI)

‘Sono convinto che i minimi assoluti dei listini siano stati toccati nel marzo scorso ed e’ molto difficile che le Borse possano scendere al di sotto delle soglie di resistenza raggiunte tre mesi fa’.
Nigel Bolton , responsabile del team azionario Europa di BlackRock, uno dei dei colossi americani del risparmio gestito

Gian Fuli
notdefinite
jee_2009@hotmail.com
Zauk

scusate segue domani la continuazione.
Gino Pilota
male
calzo_it@yahoo.it
Dominedio

Zauk:
scusate segue domani la continuazione.

Be' sinceramente non credo:

a) se il peggio e' passato, perche' alcuni stati hanno proceduto al pagamento di titoli del debito pubblico emettendo moneta? Ed e' avvenuto in europa, ed e' una tipica manovra inflazionistica, che si fa' solo quando si pensa al peggio

b) perche' i prezzi degli immobili, continuano a cadere.

c) stime di istituzioni universitarie attendibili dicono che in alcuni stati i prezzi degli immobili potrebbero crollare dell'80% nel giro di 5 anni

d) i primi effetti si vedranno a maggio -giugno.

e) Le dichiarazioni, sembrano una ventata di ottimismo per spingere le persone a comprare, ma anche se i rapporti sono ragionevoli, questi signori non dicono che da un periodo di sopravvalutazione si passa a un periodo di sottovalutazione, cosi' come il rublo svalutato a 42, e' arrivato a 45, qui abbiamo un altro 5-10% in cui le quotazioni dovrebbero scendere
Pietro Mini
male
pietromini@libero.it
Panay 71

chew la gente non investe sul mercato azionario è facilmente deducibile con l'asta BOT ai minimi storici sotto l'1%. al momento chi non ha fegato ( propensione al rischio) meglio stare alla finestra. e lasciare stare i contratti derivati. il mio principio è :investo su cosa capisco. su cosa non capisco lascio stare. e poi ridurre i consumi...e non fare debiti. infatti al momento che sta peggio e chi paga interessi x i vari investimenti o consumi. stringere la cinghia signori.
Gian Fuli
notdefinite
jee_2009@hotmail.com
Zauk

concordo con panay. Dominedio io ho riportato proprio quello, forse mal quotato. infatti gli esperti dicevano che la crisi sarebbe finita il luglio scorso.. nemmeno era iniziata..


LA FED - «L’eventuale fallimento di grandi istituzioni finanziarie in questa crisi potrebbe essere disastroso per l’economia» degli Stati Uniti. Non ha usato mezzi termini il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, nel suo intervento alla Commissione di Bilancio della Camera. Bernanke ha chiesto ai deputati di intervenire per salvare Aig, il colosso delle polizze, ancora in crisi malgrado i generosi aiuti pubblici già ricevuti nei mesi scorsi. Le speranze sulla ripresa dell’economia risiedono sulla capacità del governo, ha avvertito Bernanke, di sostenere i mercati finanziari. L’efficacia delle manovre adottate dalla Fed, dal dipartimento del Tesoro Usa e da altre agenzie federali al fine di riportare la stabilità sui mercati finanziari, ha detto, «sarà determinante nel decidere quando avverrà la ripresa e anche con quale intensità. È meglio agire in modo aggressivo oggi per risolvere i nostri problemi economici». In caso contrario, l’alternativa «potrebbe essere un periodo prolungato di stagnazione economica». ALMUNIA - A pesare sulla situazione delle Borse europee anche le dichiarazioni del Commissario Ue agli Affari Economici Joaquin Almunia per il quale «ci sono dei rischi per le banche» dell'Europa centrale e dell'Est. «Gli asset delle sussidiarie delle banche estere si sono deteriorati a causa della crisi, ora dobbiamo avere bilanci in ordine ed equilibrati in tutta la Ue, losstrader.com è il sito in cui si ritrovano traderisti alle prime armi e non, riuscendo a guadagnare, condizione necessaria perchè gli istituti di credito riprendano a finanziare l'economia». Almunia però ha poi specificato che, anche se secondo le regole dell'Eurozona non è possibile un piano di salvataggio a favore di un Paese, nessuno Stato che si trovasse nei guai sarà lasciato solo. «Il punto peggiore di questa recessione non è stato ancora raggiunto»: ha poi aggiunto il commissario Ue agli Affari economici e monetari. «Forse il momento peggiore lo stiamo vivendo adesso - ha proseguito Almunia - e spero tra qualche mese si possa dire che il peggio è veramente passato. losstrader.com Noi prevediamo una graduale ripresa dall'inizio del 2010, ma è una valutazione prudente. Molte sono le incertezze e grandi sono i rischi». Almunia ha quindi sottolineato come l'Europa «soffre conseguenze gravi sul fronte strettamente economico, ma anche conseguenze gravi sul fronte sociale che probabilmente si intensificheranno nei prossimi mesi».
GIAPPONE - Ha chiuso gli scambi a -0,69% la Borsa di Tokyo, limitando le forti perdite segnate in mattinata, dopo il tonfo di lunedì che ha portato il Nikkei a -3,81% e a Wall Street il Dow Jones a -4,25% e il Nasdaq a -3,99%. L'indice è sceso a 7.229,72 punti, 50,43 in meno della chiusura di lunedì. Nel corso della seduta, tuttavia, è apparso indirizzato verso il tonfo quando ha raggiunto un minimo a 7.088,47 punti (-2,63%), il livello intraday più basso dal 28 ottobre, giorno in cui l'indice di riferimento del listino scese sotto quota 7mila (a 6.994,90), ai minimi degli ultimi 26 anni.
Pietro Mini
male
pietromini@libero.it
Panay 71

tra tante opinioni, analisi, statistiche c'è una sola certezza. nessuno ha la sfera magica su cosa puo succedere domani. chi puo dire quando passerà la crisi? quella del 1929 fu superata grazie all'industria bellica. successivamente dopo un'altra crisi si superemo con l'aulento demografico e il successivo boom economico degli anni 60.
Stefano Manfredi
male
ManStef@hotmail.com
Stef

Panay 71:
tra tante opinioni, analisi, statistiche c'è una sola certezza. nessuno ha la sfera magica su cosa puo succedere domani. chi puo dire quando passerà la crisi? quella del 1929 fu superata grazie all'industria bellica. successivamente dopo un'altra crisi si superemo con l'aulento demografico e il successivo boom economico degli anni 60.

La crisi del'29 è stata superata con le iniezioni della mano pubblica, con la teoria del moltiplicatore di Keynes...
ma cosa dici ?
Ah si', tu devi essere quello della tigre al guinzaglio nel parco, capisco...smile_whatchutalkingaboutsmile_whatchutalkingaboutsmile_whatchutalkingabout, quello che risolve le questioni con i cannolilightbulblightbulblightbulbche nella fattispecie hai confuso con i cannonismile_yawnsmile_yawnsmile_yawn
Mauro Willem Campo
male
m.campo@team-omega.com
Maurowillem

Il problema vero e grosso e' che la presente crisi arriva da lontano e probabilmente non rappresenta lo scoppio dell'ennesima "bolla" di stile capitalistico ma la vera e propria crisi sistemica del paradigma economico cosiddetto "occidentale".
Facciamo un tuffo nella storia recente e andiamo a vedere come nasce l'economia moderna. L'Epoca d'Oro del Capitalismo Contemporaneo e' individuabile nel periodo 1945-1975, un trentennio di rapida crescita per molte economie mondiali, e non solo per quelle europee e americane, ma anche Sudamerica , Estremo e Medio Oriente e qualche paese africano. Crescita vorticosa sicuramente scatenata dal grande sforzo di ricostruzione postbellico, ma non solo. Il dopoguerra vide infatti anche una profonda ristrutturazione socioeconomica (ovviamente nel mondo non comunista) basata su uno storico compromesso tra Capitale e Forza Lavoro istituzionalizzato nel contesto dello stato keynesiano.
Questo periodo di crescita vivace vide la sua prima grossa crisi verso la meta' degli anni '70 quando le principali economie vennero investite da un periodo di concomitante bassa crescita ed alta inflazione, un primo grosso shock sistemico del paradigma economico neoclassico che porto' al conio del nuovo termine "stagflazione" (da stagnazione + inflazione). Come sempre, la causa di questa imprevista situazione venne compresa appieno solo in seguito: la ricostruzione di Germania e Giappone e la rapida industrializzazione di paesi in via di sviluppo quali il Brasile, Taiwan, la Corea del Sud avevano creato una capacita' produttiva incredibile e accresciuto mostruosamente la competizione globale (...vi suona qualche campanello? ), mentre dall'altro lato una notevole diseguaglianza di reddito dentro gli stati e tra gli stati aveva di fatto mantenuto limitata la crescita della domanda e del potere di acquisto. A questo si aggiunse lo shock petrolifero della seconda meta' degli anni '70 (..di nuovo, vi ricorda qualcosa? ). La recessione globale dei primi anni '80 fu, prima della presente crisi, la crisi piu' seria dagli anni '30.
Come se ne usci'?
Il mondo capitalista applico' tre soluzioni: la ristrutturazione neoliberale, la globalizzazione e la finanziarizzazione.
Mauro Willem Campo
male
m.campo@team-omega.com
Maurowillem

La prima soluzione si esemplifico' nel Reaganismo e Thatcherismo nell'emisfero settentrionale e nel Riordino Strutturale in quello meridionale. In sintesi si punto' a rafforzare la capitalizzazione attraverso la rimozione di ostacoli alla crescita, utilizzo e flusso di capitali e ricchezza. Scientificamente si interveni' per ridistribuire il reddito a favore delle classi ricche nella convinzione che solo esse potessero riavviare gli investimenti e riavviare la crescita economica. Di fatto in questo modo si stroncava pero' il mercato dal lato della domanda. Il limite di tale ricetta e' evidente nel fatto che gli anni '80 e '90 videro una crescita globale molto limitata (rispettivamente 1,4% e 1,1% rispetto al 3,5% e 2,4% degli anni '60 e '70). L'inflazione calo' ma la crescita sostanzialmente non riparti'.
La seconda via percorsa fu quella della rapida integrazione nel mercato globale di economie ancora in differenti stadi non/pre/semi-capitalisti, fenomeno chiamato globalizzazione. Scopo di questo processo era quello di aumentare i profitti delle economie sviluppate attraverso l'accesso a manodopera, risorse agricole e materie prime a basso costo. Anche, in misura limitata, a nuovi mercati. Tale strategia prese la forma di liberalizzazione degli scambi commerciali attraverso l'eliminazione delle limitazioni alla mobilita' dei capitali ed agli investimenti esteri. Tale strategia ebbe un notevole successo, tanto che nel 2007 il 40-50% dei profitti delle multinazionali statunitensi arrivavano da operazioni e vendite all'estero. Dov'e' il limite di una tale strategia? E' evidentemente lo stesso che porto' al problema originale: uno sviluppo tumultuoso di capacita' produttiva privo di un parallelo sviluppo della capacita' di acquisto (altrimenti addio al basso costo). Per fare l'esempio piu' significativo considerate di quanto e' esplosa la capacita' produttiva della Cina negli ultimi 10 anni! Risultato collaterale: all'inizio del XXI secolo il divario tra capacita' produttiva e potenziale di vendita era il piu' ampio della storia moderna.
Mauro Willem Campo
male
m.campo@team-omega.com
Maurowillem

A questo ciclo perverso venne inoltre aggiunto, in un mondo gia' pericolosamente deregolato, il terzo ingrediente: la finanziarizzazione. Poiche' gli investimenti in industria ed agricoltura alla fine portano a sovracapacita', la maggior parte dei profitti sono andati alla ricerca di capacita' moltiplicative piu' efficaci. E dove li hanno trovati? Nella virtualizzazione finanziaria. Il settore finanziario ha cominciato, in un contesto di assoluta liberta' e limitati controlli, ad avvitarsi su se stesso. Qui' l'analisi e' piu' difficile perche' gli eventi sono recenti. Ma e' evidente che il risultato e' stato una forte deriva dell'economia finanziaria verso una iperattivita' scollegata dall'economia reale avviata di nuovo verso la stagnazione. Il grande problema di tale scorrelazione (gia' evidenziato dalla "bolla di Internet") e' che va a strizzare fuori ulteriore valore dal capitale reale. Crea profitto ma non produce (o ne produce in misura minima) ulteriore capitale reale (cioe' infrastrutture, ricerca, capacita' produttiva e servizi). I profitti dipendono dall'abilita' nel trarre vantaggio delle fughe verso l'alto dei valori finanziari (che a questo punto vivono di vita propria senza piu' la necessita' di rappresentare il valore "reale" di un qualsiasi tipo di bene o attivita') e quindi di vendere prima che il mondo reale riprenda il sopravvento schiantando la "bolla". Probabilmente la maggior parte di noi neanche se ne e' accorta, ma dalla "deregulation" degli anni '80 il mondo finanziario ha visto esplodere circa un centinaio di queste bolle, progressivamente piu' grosse e dannose. Le ultime quella di Internet e la Crisi Finanziaria Asiatica (dalla quale avremmo dovuto capire come stava andando a finire!!).
Non sto a ripassare la presente crisi, originata dalla "bolla" dei mutui subprime. Il problema pero' e' che questa volta ha contagiato l'economia reale, portando alla distruzione di capitale reale (il valore dei beni durevoli, gli investimenti in infrastrutture) e impattando su un mondo in sovracapacita' produttiva. Non solo, in un mondo economico reale dove tutto dipende dal fatto che la linfa vitale (il denaro) sia concesso in credito dalle istituzioni finanziarie, i governi hanno cercato di arginare la moria delle stesse iniettando quantitativi ingenti di denaro pubblico. Purtroppo, non essendoci a tutt'oggi chiarezza sull'entita' della voragine finanziaria, le istituzioni finanziarie si guardano oggi bene dall'esporsi ulteriormente e si preoccupano essenzialmente di capitalizzarsi. In questo contesto la contrazione della base produttiva non puo' che essere rapida e significativa.

E' una situazione mai accaduta prima nella storia dell'uomo, a livello globale. Quali sono le vie d'uscita? Quali i tempi? In che modo tutto cio' si riflettera' sui singoli Paesi e sulle varie unioni internazionali?
Le risposte non sono semplici, ma sicuramente e' da revisionare l'impostazione complessiva e, a meno di un collasso complessivo che ci riporterebbe all'800 (con una popolazione mondiale piu' che raddoppiata!), non puo' essere solo una revisione a livello di singoli paesi o gruppi di paesi.
Gian Fuli
notdefinite
jee_2009@hotmail.com
Zauk

Se ampliamo lo sguardo al resto delle borse del mondo (vedasi la tabella riguardante l’andamento delle principali borse del mondo nel 2009), ci rendiamo conto della consistenza della crisi italiana , statunitense e spagnola. Delle 53 borse più importanti del mondo e da noi prese in considerazione per questa analisi, la borsa italiana occupa il penultimo posto! Solo la borsa di Cipro, che nel 2009 ha perso il 37.24% del suo valore con cui aveva chiuso il 2008, ha fatto peggio della borsa italiana.La graduatoria è capeggiata da due delle tre grandi borse cinesi (Shenzhen e Shanghai) che stanno guadagnando oltre il 20%. Anche la borsa di Ceylon, sempre in Asia e del Venezuela, in America Latina, guadagnano oltre il 7%.Come si vede, la graduatoria dell’andamento delle principali borse del mondo è capeggiata dalle borse dei paesi asiatici, del Medio Oriente e dell’America Latina; ossia l’andamento delle borse ci dice esattamente in che direzione sta andando il mondo. Per incontrare la borsa di un paese europeo bisogna scendere fino al diciottesimo posto, occupato dalla borsa di Stoccolma, che comunque perde dall’inizio dell’anno più dell’8%. La vecchia Europa e l’America del Nord non solo sono in crisi, ma sono ormai al tramonto. losstrader.com Se analizziamo l’andamento delle borse nel 2008 (vedasi la relativa tabella), scopriamo che è stato un anno difficile per tutte, essendo tutte in perdita, ma una cosa è perdere il 7% come la borsa di Caracas, la migliore al mondo nel 2008, altro è perdere un terzo del suo valore, come la borsa di New York, altro ancora è perdere poco meno del 50%, come la borsa italiana o il 60% delle borse dei paesi dell’Est Europa e delle borse cinesi, od oltre il 70% della borsa russa o cipriota.Però, pensiamo che per avere un quadro più ampio della situazione e per renderci effettivamente conto di quanto sia grande la perdita è necessario analizzare l’andamento delle borse dall’ottobre del 2007, quando tutte erano ai loro massimi storici (o quasi). Dovendo prendere come punto di riferimento un giorno di ottobre del 2007, abbiamo preso il 9, giorno in cui il Dow Jones di New York raggiunse il suo massimo storico, almeno per quanto riguarda il dato della chiusura. Per l’esattezza, la borsa di New York raggiunse il suo massimo storico durante la seduta dell’11 ottobre 2007 (per uno studio più approfondito sul Dow Jones vedasi “Dow Jones dal 1895 in poi”.
E’, appunto analizzando l’andamento delle borse mondiali da quella data ad oggi che ci rendíamo conto della reale portata di questa crisi. Tutte le borse stanno perdendo (vedasi la tabella relativa all’andamento delle borse dal 9 di ottobre 2007 ad oggi), anche se la miglior borsa del mondo, quella del Venezuela perde solamente il 2,54% e come abbiamo visto, la borsa di Caracas nel 2009 sta guadagnando e quindi potrebbe da un giorno all’altro azzerare le perdite e passare in terreno positivo. Colombia, Siria e Iran, che seguono nella graduatoria stanno perdendo attorno al 20%; la borsa del Cile perde il 30%; le borse asiatiche di Malesia e Ceylon e quella del Sudafrica perdono poco meno del 40%; per tutte le altre la perdita è superiore al 40%. L’unica borsa europea che perde meno del 50% è quella di Londra (-46.63%); New York perde oltre il 53%.
Per renderci conto della portata di questa crisi, tradotto in soldi significa che gli oltre 15.000 miliardi di dollari di valore che aveva la Borsa di New York alla fine del 2007, sono diventati 9.200 miliardi di dollari alla fine del 2008 ed oggi sono 6.900 miliardi di dollari (vedasi tabella della capitalizzazione delle principali borse del mondo).
Gian Fuli
notdefinite
jee_2009@hotmail.com
Zauk

Una contrazione, che secondo noi può continuare ancora per molto (vedasi nostro studio realizzato ad ottobre, secondo il quale il Dow Jones potrebbe scendere anche del 90%).E la borsa italiana? Ha perso oltre il 66% del suo valore che aveva ad ottobre del 2007, ossia tradotti in soldi i 1.070 miliardi della fine del 2007 sono diventati 522 miliardi al 31/12/2008 ed oggi 6 marzo sono scesi a soli 380 miliardi di dollari. Certo i capitalisti italiani si possono sempre consolare pensando che i loro colleghi dell’Est Europa alla data odierna accumulano perdite dal 70% all’80% ed oltre, come i ciprioti che stanno andando verso perdite dell’ordine del 90%. su losstrader.com trovi tanti utenti che hanno berso in borsa e ora vogliono imparare a vincere. partendo dagli errori, si può tornare vincenti.Un breve discorso a parte meritano le borse cinesi, che perdono tra il 50% ed il 60%. Mentre per gli USA non ci sono grandi possibilità di ripresa, anzi prevediamo possibile la dissoluzione dell’Unione (vedi nostri articoli:“Il destino del dollaro e dell’economia capitalista statuntense”, se si perde in borsa, losstrader.com è il sito giusto per imparare dai propri errori a vincere, a e in futuro, a guadagnare. “Due crisi a confronto: quella del 1929 e quella odierna” ed uno studio più approfondito in preparazione), passando prima per la fase della Repubblica delle banane (definizione data da Paul Craig Roberts, analizzando il futuro immediato degli USA, ossia prima del 2012), per la Cina le cose possono andare diversamente e migliorare. Le borse cinesi, nel 2009 hanno cominciato a salire, con oltre il 27% la borsa di Shenzhen ed il 20% la borsa di Shanghai. Ad ottobre avevamo preventivato che la Cina si sarebbe ripresa (vedasi il citato articolo “Il Dow Jones potrebbe scendere anche del 90%“). Infatti, la Cina ed altri paesi asiatici emergenti, come l’India, hanno fondato il proprio sviluppo sulle esportazioni; per avviare la ripresa dopo le grandi perdite del 2008, questi paesi possono sviluppare il mercato interno.Dato che il proletariato in questi paesi rasenta la schiavitù, con stipendi da fame di pochi centesimi di dollari l’ora, per sviluppare il mercato interno, losstrader.com il capitalismo cinese, rinunciando ad una parte dell’enorme profitto, può aumentare gli stipendi degli operai, permettendogli di accedere al mercato e di conseguenza creare le basi per la ripresa economica, fondata appunto sullo sviluppo del mercato interno. E’ quello che di fatto sta avvenendo in Cina in questi mesi. Di qui la spiegazione dell’aumento delle borse cinesi, in questa prima parte del 2009.
Gino Pilota
male
calzo_it@yahoo.it
Dominedio

Zauk:
Una contrazione, che secondo noi può continuare ancora per molto (vedasi nostro studio realizzato ad ottobre, secondo il quale il Dow Jones potrebbe scendere anche del 90%).E la borsa italiana? Ha perso oltre il 66% del suo valore che aveva ad ottobre del 2007, ossia tradotti in soldi i 1.070 miliardi della fine del 2007 sono diventati 522 miliardi al 31/12/2008 ed oggi 6 marzo sono scesi a soli 380 miliardi di dollari. Certo i capitalisti italiani si possono sempre consolare pensando che i loro colleghi dell’Est Europa alla data odierna accumulano perdite dal 70% all’80% ed oltre, come i ciprioti che stanno andando verso perdite dell’ordine del 90%. su losstrader.com trovi tanti utenti che hanno berso in borsa e ora vogliono imparare a vincere. partendo dagli errori, si può tornare vincenti.Un breve discorso a parte meritano le borse cinesi, che perdono tra il 50% ed il 60%. Mentre per gli USA non ci sono grandi possibilità di ripresa, anzi prevediamo possibile la dissoluzione dell’Unione (vedi nostri articoli:“Il destino del dollaro e dell’economia capitalista statuntense”, se si perde in borsa, losstrader.com è il sito giusto per imparare dai propri errori a vincere, a e in futuro, a guadagnare. “Due crisi a confronto: quella del 1929 e quella odierna” ed uno studio più approfondito in preparazione), passando prima per la fase della Repubblica delle banane (definizione data da Paul Craig Roberts, analizzando il futuro immediato degli USA, ossia prima del 2012), per la Cina le cose possono andare diversamente e migliorare. Le borse cinesi, nel 2009 hanno cominciato a salire, con oltre il 27% la borsa di Shenzhen ed il 20% la borsa di Shanghai. Ad ottobre avevamo preventivato che la Cina si sarebbe ripresa (vedasi il citato articolo “Il Dow Jones potrebbe scendere anche del 90%“). Infatti, la Cina ed altri paesi asiatici emergenti, come l’India, hanno fondato il proprio sviluppo sulle esportazioni; per avviare la ripresa dopo le grandi perdite del 2008, questi paesi possono sviluppare il mercato interno.Dato che il proletariato in questi paesi rasenta la schiavitù, con stipendi da fame di pochi centesimi di dollari l’ora, per sviluppare il mercato interno, losstrader.com il capitalismo cinese, rinunciando ad una parte dell’enorme profitto, può aumentare gli stipendi degli operai, permettendogli di accedere al mercato e di conseguenza creare le basi per la ripresa economica, fondata appunto sullo sviluppo del mercato interno. E’ quello che di fatto sta avvenendo in Cina in questi mesi. Di qui la spiegazione dell’aumento delle borse cinesi, in questa prima parte del 2009.

Il vero problema, e´che stiamo assistendo al crollo dell´impero americano. Poi á causa anche dell´elemento speculativo e democratico, che porta a pensare a breve. Come possono i valori delle case raddoppiare quando i salari rimangono gli stessi?

La verita´e´che la classe dominante ha fatto i conti senza l´oste per cui ci troviamo gli schiavi cinesi che producono senza consumare, i viziosi americani che consumano senza produrre, e hanno come produzione la moneta di riserva mondiale che e´il dollaro.

Nel 2001 il mondo stava uscendo da una crisi, láttacco dell´´11 settembre minacciava di rimandarlo in crisi, allora con una manovra elettorale, bush e colleghi hanno fatto rimettere in piedi un malato ´(l´´economia e l´hanno rimesso a correre).

Questo ha portato a un aumento incredibile delle quotazioni immobiliari(tranne nell´eccezione tedesca, per il resto e´stato generalizzato ovunque).

Si voleva far passare un idea che a occidente solo per il fatto di avere una casa , si era ricca, e a oriente, si poteva avere un palazzo e si era poveri...

naturalmente far triplicare i prezzi delle case, a fronte di una stabilita´dei salari, e´come costruire una casa iniziando dal tetto.

Mancando i soldi, e favorendo questa speculazione,si e´creata la base per la bolla speculativa.

Aspettiamoci 5 anni di deflazione( e´notizia che l´inghilterra sta pagando il debito pubblico con lémissione di carta moneta- praticamente un ammissione velata di default).



Gian Fuli
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jee_2009@hotmail.com
Zauk

dominedio, secondo te per quanto tempo scenderà ancora il valore degli immobili? si dice un anno, mah.
Pietro Mini
male
pietromini@libero.it
Panay 71

Stef:
La crisi del'29 è stata superata con le iniezioni della mano pubblica, con la teoria del moltiplicatore di Keynes... ma cosa dici ? Ah si', tu devi essere quello della tigre al guinzaglio nel parco, capisco...smile_whatchutalkingaboutsmile_whatchutalkingaboutsmile_whatchutalkingabout, quello che risolve le questioni con i cannolilightbulblightbulblightbulbche nella fattispecie hai confuso con i cannonismile_yawnsmile_yawnsmile_yawn

stai sparando caxxate senza porto d'armi stef. moltiplicatore di keynes (cioe che gli investimenti formano redditi tipo salari che in parte vengono consumati e risparmiati) è la teoria dei creduloni. nella realtà gli investimenti veri sono ripartiti dalla macchina della guerra.
per quanto riguarda la tigre, all'inizio mi è sembrata una bella idea, quando mi sono seduto e ho toccato il felino e sentito la puzza...era troppo tardi per rialzarsismile_regular
Stefano Manfredi
male
ManStef@hotmail.com
Stef

Panay 71:
stai sparando caxxate senza porto d'armi stef. moltiplicatore di keynes (cioe che gli investimenti formano redditi tipo salari che in parte vengono consumati e risparmiati) è la teoria dei creduloni. nella realtà gli investimenti veri sono ripartiti dalla macchina della guerra. per quanto riguarda la tigre, all'inizio mi è sembrata una bella idea, quando mi sono seduto e ho toccato il felino e sentito la puzza...era troppo tardi per rialzarsismile_regular

Chiuso con la tigre, ognuno il tempo lo utilizza come vuole. I mercati senza regole creano i mostri che divorano i popoli, l'Amministrazione della destra dura ed estrema americana ha dovuto congedarsi con interventi socialisti di mano pesante con nazionalizzazioni di Freddy Mae, Freddy Mac (gocce nel lago da 460 milardi di $)nomi quali GM e Ford ormai all'odg c/o il Congresso. Guarda,lascia perdere,la puzza della morte del capitalismo non si disinfetta con la puzza della morte del capitalismo di guerra, con i presupposti da cui parti non apro nessuna discussione.
Con il massimo rispetto.
Gian Fuli
notdefinite
jee_2009@hotmail.com
Zauk

Per coloro che sostengono che il tasso di crescita dell’attività economia stia ritornando positivo – e cioè che le economie si stiano contraendo ma ad un ritmo più lento rispetto al quarto trimestre del 2008 – gli ultimi dati non confermano questo relativo ottimismo. Nel quarto trimestre del 2008 il prodotto interno lordo è diminuito di circa il 6% negli Stati Uniti, del 6% nell’Eurozona, dell’8% in Germania, del 12% in Giappone, del 16% a Singapore e del 20% in Corea del Sud. Quindi, le cose sono addirittura più agghiaccianti in Europa e in Asia rispetto agli Stati Uniti.Esiste, in effetti, un rischio crescente di una depressione globale a forma di L che sarebbe addirittura peggiore dell’attuale dolorosa recessione globale a forma di U. Ecco perché.Innanzitutto, notate come la maggior parte degli indicatori mostrino che la derivata seconda dell’attività economica sia ancora fortemente negativa in Europa e in Giappone e vicina alla negatività negli Stati Uniti e in Cina. Per la Cina, la crescita del credito è guidata solamente dalle imprese che prendono a prestito a buon mercato per investire in depositi ad alto rendimento, non per investire veramente, mentre i prezzi dell’acciaio in Cina hanno ripreso la loro forte discesa. I dati più preoccupanti sono quelli per i flussi commerciali in Asia, con le esportazioni che stanno diminuendo dal 40 al 50% in Giappone, Taiwan e Corea.Persino apportando le correzioni per l’effetto del Capodanno cinese, le esportazioni e le importazioni in Cina stanno bruscamente diminuendo, con le importazioni che diminuiscono (-40%) più delle esportazioni. Questo è un segnale inquietante, perché le importazioni cinesi riguardano principalmente materie prime e input intermedi. Quindi, mentre le esportazioni cinesi sono diminuite finora meno che nel resto del continente asiatico, potrebbero diminuire ancor più drasticamente nei mesi a venire, come indicato dalla caduta a picco delle importazioni.Con l’attività economica che si contrae nel primo trimestre del 2009 allo stesso ritmo del quarto trimestre del 2008, un brutta recessione a forma di U potrebbe trasformarsi in una più grave quasi-depressione a forma di L (detta anche stag-deflazione). Le dimensioni e la velocità della contrazione economica globale sincronizzata è davvero senza precedenti (almeno a partire dalla Grande Depressione), con una caduta a picco del PIL, delle entrate, dei consumi, della produzione industriale, dell’occupazione, delle esportazioni, delle importazioni, degli investimenti residenziali e, cosa più inquietante, degli investimenti aziendali in tutto il mondo. Ora molte economie dei mercati emergenti sono a tutti gli effetti sull’orlo di una crisi finanziaria, a partire dall’Europa in crescita.
Gli incentivi fiscali e monetari stanno diventando più aggressivi negli Stati Uniti e in Cina, e meno nell’Eurozona e in Giappone, dove i legislatori si sono bloccati e rimangono nelle retrovie. Ma tali incentivi difficilmente porteranno Degli 800 miliardi di dollari degli incentivi fiscali americani, solo 200 miliardi di dollari verranno spesi nel 2009 mentre la maggior parte verrà rimandata al 2010 e oltre. E di questi 200 miliardi di dollari, per la metà si tratta di tagli alle tasse che saranno soprattutto risparmiati invece che spesi, perché le famiglie sono preoccupate dei posti di lavoro e del pagamento del mutuo e delle fatture delle carte di credito (dei 100 miliardi di dollari di tagli fiscali dello scorso anno, solamente il 30% è stato speso, il resto è stato risparmiato).
segue.

fonte: sito di borsa e traderisti www.losstrader.com



Gino Pilota
male
calzo_it@yahoo.it
Dominedio

Zauk:
Per coloro che sostengono che il tasso di crescita dell’attività economia stia ritornando positivo – e cioè che le economie si stiano contraendo ma ad un ritmo più lento rispetto al quarto trimestre del 2008 – gli ultimi dati non confermano questo relativo ottimismo. Nel quarto trimestre del 2008 il prodotto interno lordo è diminuito di circa il 6% negli Stati Uniti, del 6% nell’Eurozona, dell’8% in Germania, del 12% in Giappone, del 16% a Singapore e del 20% in Corea del Sud. Quindi, le cose sono addirittura più agghiaccianti in Europa e in Asia rispetto agli Stati Uniti.Esiste, in effetti, un rischio crescente di una depressione globale a forma di L che sarebbe addirittura peggiore dell’attuale dolorosa recessione globale a forma di U. Ecco perché.Innanzitutto, notate come la maggior parte degli indicatori mostrino che la derivata seconda dell’attività economica sia ancora fortemente negativa in Europa e in Giappone e vicina alla negatività negli Stati Uniti e in Cina. Per la Cina, la crescita del credito è guidata solamente dalle imprese che prendono a prestito a buon mercato per investire in depositi ad alto rendimento, non per investire veramente, mentre i prezzi dell’acciaio in Cina hanno ripreso la loro forte discesa. I dati più preoccupanti sono quelli per i flussi commerciali in Asia, con le esportazioni che stanno diminuendo dal 40 al 50% in Giappone, Taiwan e Corea.Persino apportando le correzioni per l’effetto del Capodanno cinese, le esportazioni e le importazioni in Cina stanno bruscamente diminuendo, con le importazioni che diminuiscono (-40%) più delle esportazioni. Questo è un segnale inquietante, perché le importazioni cinesi riguardano principalmente materie prime e input intermedi. Quindi, mentre le esportazioni cinesi sono diminuite finora meno che nel resto del continente asiatico, potrebbero diminuire ancor più drasticamente nei mesi a venire, come indicato dalla caduta a picco delle importazioni.Con l’attività economica che si contrae nel primo trimestre del 2009 allo stesso ritmo del quarto trimestre del 2008, un brutta recessione a forma di U potrebbe trasformarsi in una più grave quasi-depressione a forma di L (detta anche stag-deflazione). Le dimensioni e la velocità della contrazione economica globale sincronizzata è davvero senza precedenti (almeno a partire dalla Grande Depressione), con una caduta a picco del PIL, delle entrate, dei consumi, della produzione industriale, dell’occupazione, delle esportazioni, delle importazioni, degli investimenti residenziali e, cosa più inquietante, degli investimenti aziendali in tutto il mondo. Ora molte economie dei mercati emergenti sono a tutti gli effetti sull’orlo di una crisi finanziaria, a partire dall’Europa in crescita. Gli incentivi fiscali e monetari stanno diventando più aggressivi negli Stati Uniti e in Cina, e meno nell’Eurozona e in Giappone, dove i legislatori si sono bloccati e rimangono nelle retrovie. Ma tali incentivi difficilmente porteranno Degli 800 miliardi di dollari degli incentivi fiscali americani, solo 200 miliardi di dollari verranno spesi nel 2009 mentre la maggior parte verrà rimandata al 2010 e oltre. E di questi 200 miliardi di dollari, per la metà si tratta di tagli alle tasse che saranno soprattutto risparmiati invece che spesi, perché le famiglie sono preoccupate dei posti di lavoro e del pagamento del mutuo e delle fatture delle carte di credito (dei 100 miliardi di dollari di tagli fiscali dello scorso anno, solamente il 30% è stato speso, il resto è stato risparmiato). segue. fonte: sito di borsa e traderisti www.losstrader.com

be' zauk, secondo me, gli immobili decresceranno per altri 3-5 anni(i valori arriveranno alla meta', almeno che non crescano i salari, e questo lo vedo improbabile nel breve), a fine dell'anno tenteranno di farli ripartire con una manovra elettoralistica, ma sara' una luce e basta , poi ricadranno.

Comunque, in europa ci sono delle zone dove sono fermi da 10-15 anni come in germania est dove ci sono prezzi interessanti (300 mila euro per un palazzo).

Facendo una stima, a fine anno l'unico mercato immobiliare che vedra' una crescita sara' quello tedesco perche'meno volatile, e per la bassa percentuale di proprietari immobiliari( i tedeschi sono tutti in affitto).

Per il resto accadra' in 5 anni.
Джорджо Рианна
male
giorgiorianna@tiscali.it
Giorgiorianna

sono d` accordo anche io con quest` ultima !! i prezzi degli immobili tutt` oggi sono troppo elevati !! ho parecchi clienti costruttori che hanno realizzato interi palazzi vendendo solo 2 o 3 appartamenti !! stessa cosa accade in spagna !! quindi se non cala il prezzo delle case ma specialmente delle materie prime credo che rimarranno invendute un gran numero di case !!
Ilcontepalatino Ilcontepalatino
male
ispmark@mail.ru
Ilcontepalatino

1,00 EUR = 45,1405 RUB